Codice anagrafe nazionale ricerche: 58240
Denominazione: Istituto di Ricerche Economiche e Sociali dell'Emilia-Romagna

CF: 92032080373
Codice iscrizione provvisorio anagrafe: 58240

Data codice iscrizione anagrafe: 11/01/2007
Sede legale Via Marconi 69
Regione Emilia-Romagna
Provincia BO
CAP 40122
Comune Bologna

Fax: 051-294804
Natura giuridica: Altri Enti
Attività: ISTAT: 73200
Descrizione:
Attività Ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle scienze sociali e umanistiche

Area tematica: Politiche europee
Anno: 2012
Tipo di pubblicazione: Parte di un libro
Parola chiave: Diritto pubblico - costituzionale - internazionale - della navigazione
Autori: Volker Telljohann; Isabel Da Costa; Torsten Müller; Reingard Zimmer
Pagine: 205-216
Indirizzo: Naples
ISBN: 978-88-243-2141-9
Abstract:
Le ormai note sentenze della Corte di giustizia Viking, Laval, Rüffert hanno aperto la strada a un dibattito europeo in tema di conflitto tra diritti fondamentali dei lavoratori e libertà economiche, giungendo a toccare elementi cruciali delle relazioni industriali: il diritto di sciopero e le libertà sindacali. In termini da più parte giudicati contrari alle tradizioni costituzionali nazionali, la Corte di giustizia è dunque giunta dove la lettera del Trattato sembrava finora scongiurare qualsiasi interferenza dell’Unione, escludendone le competenze legislative (art. 153.5 TFUE). Parallelamente, la Corte europea dei diritti dell’uomo è anch’essa entrata nel nucleo più interno alle relazioni industriali attraverso un’interpretazione evolutiva dell’art. 11 CEDU e del diritto ivi sancito di dar vita a sindacati e di farvi parte: riconoscendo i diritti di contrattazione collettiva e di sciopero Strasburgo ha smentito un pluridecennale orientamento che lasciava agli Stati un ampio margine d’apprezzamento circa strumenti e poteri da riconoscere alla tutela collettiva dei lavoratori (casi Demir, Enerji Yapi). Sebbene con esiti ben più favorevoli ai lavoratori, anche in ambito CEDU si assiste a un fenomeno analogo a quello dell’UE: lo spostamento a livello europeo della decisione “costituzionale” sulla tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori.