Codice anagrafe nazionale ricerche: 58240
Denominazione: Istituto di Ricerche Economiche e Sociali dell'Emilia-Romagna

CF: 92032080373
Codice iscrizione provvisorio anagrafe: 58240

Data codice iscrizione anagrafe: 11/01/2007
Sede legale Via Marconi 69
Regione Emilia-Romagna
Provincia BO
CAP 40122
Comune Bologna

Fax: 051-294804
Natura giuridica: Altri Enti
Attività: ISTAT: 73200
Descrizione:
Attività Ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle scienze sociali e umanistiche

Area tematica: Politiche e relazioni industriali
Anno: 2015
Tipo di pubblicazione: Materiali Ires ER
Parola chiave: Formazione, Rimini
Autori: Carlo Fontani; Giulia Rossi
Indirizzo: Rimini Istituzione: Ires ER
Abstract:
L’arena competitiva in cui oggi le aziende si confrontano è sempre più incerta, per il progredire delle tecnologie, per un’economia e una finanza sempre più globalizzate, per una società liquida che costruisce e decostruisce le esperienze, modifica i comportamenti d’acquisto, evolve i propri consumi seguendo nuove mode e nuove tendenze con disarmante semplicità. In tale contesto, la competitività di un’impresa dipende sempre più dal capitale umano, elemento certo, tangibile, vitale, su cui costruire quei vantaggi competitivi che solo con grande difficoltà, ingenti sforzi e corposi investimenti possono essere copiati, replicati, annullati dalla concorrenza locale quanto globale. La competenza diviene quindi la chiave di volta cui affidare il compito di segnare la differenza tra persona e persona, tra azienda e azienda, tra territorio e territorio. Una competenza che deve essere alimentata, cresciuta, innovata e rinnovata continuativamente, perché la cifra distintiva della nostra società è la rapida obsolescenza del sapere. Da tale assunto nasce l’esigenza di una formazione proattiva, che non risponda a standard o omologazioni, che non sia il rispetto di consuetudini o il radicarsi di abitudini, ma che risponda alle reali esigenze delle aziende e del mercato, non aspettando ma anticipando i tempi. Per un’azienda tagliare o ridurre le competenze del proprio personale equivale a consegnarsi inerme in un mercato che la vedrà soccombere con semplicità. La tentazione è forte, soprattutto nei momenti congiunturali negativi come quelli che stanno caratterizzando la nostra economia ormai da troppo tempo, tuttavia solo resistendo e, anzi, investendo ancora di più sul fattore umano si riesce a spezzare e trasformare la spirale negativa in circolo virtuoso. E’ semplice? Tutt’altro. Importante? Molto di più, è fondamentale. E diviene strategico quando l’impresa costruisce sulla formazione continua uno dei propri fattori critici di successo. Vale anche per un territorio, quando diviene contenitore e attore lui stesso di una rete di condivisione della conoscenza, in cui produttori - università, scuole, centri di ricerca - organismi aggregativi - associazioni, centri di formazione - e aziende, veicolano, diffondono e utilizzano la conoscenza.
Testo completo: 2015_EBC.pdf